Nel settore dello sport e del fitness si sente frequentemente discutere del recupero della “CONDIZIONE”.
Essere in CONDIZIONE significa raggiungere lo stato di FORMA FISICA ottimale, dove il corpo esprime al massimo il suo potenziale in termini di prestazioni e performance.
Tuttavia, c’è una variabile spesso ignorata da molte discipline:
il recupero della CONDIZIONE ANATOMICA.
Vi portiamo l’esempio di un nostro cliente che seguiamo da tempo, per illustrarvi perché il recupero ANATOMICO non può essere rapido. Si tratta, infatti, di intervenire sulla struttura anatomica, modificando le relazioni tra le diverse parti e il loro posizionamento nello spazio.
Il cliente in questione è un atleta che pratica diversi sport, tra cui ciclismo e corsa in salita, a livello semi-professionistico:
Il corpo raggiunge un’armonia crescente, una simmetria naturale e un equilibrio meccanico ottimale; gli organi si riposizionano senza subire compressioni dovute al peso corporeo, alla forza di gravità o alle attività quotidiane (sport, lavoro, vita).
L’individuo utilizza meno energia, riducendo l’usura delle proprie strutture anatomiche per vivere in modo più efficiente.
Sperimenta meno affaticamento, acquisisce maggiore forza.
Le sue prestazioni migliorano visibilmente.
Una scoperta rivoluzionaria disponibile solo in Italia, solo a Torino:
Il percorso non è ancora completato perchè il recupero della condizione anatomica del corpo va rispettato in quanto l’anatomia per correggere la propria struttura necessita di tempo.
Ma la sua correzione è definitiva.
I centenari tendenzialmente sono in equilibrio meccanico o vicini all’equilibrio meccanico abituale mantenuto fin dalla giovane età.
Un cambiamento di paradigma sul funzionamento del corpo umano, unico al mondo.
Maurizio Formia – CPT-OG OcclusioneGravità